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Governo italiano discrimina rom e sinti.
By Red
22/06/2010


“Il fatto di presentare i nomadi come una minaccia per la sicurezza nazionale ha contribuito alla propaganda razzista e xenofoba concernente l’emigrazione e l'immigrazione di rom e sinti”. La decisione a settembre.
L’Italia accusata davanti al Consiglio d’Europa a Strasburgo di trattare in maniera ingiusta rom e zingari di etnia sinti, spingendoli “a diventare senza tetto”. La denuncia è stata mossa ieri dal Centre on Housing Rights and Evictions (COHRE) nel corso di una audizione pubblica presso il Comitato europeo dei diritti sociali (CEDS).
Il COHRE ha criticato le misure di sicurezza urgenti adottate di recente dal Governo italiano, denunciando il ricorso sempre più diffuso di discorsi e parole xenofobe nella penisola. “I patti per la sicurezza, adottati a partire dal novembre 2006, ed i decreti di stato di emergenza nomadi, adottati a partire dal maggio 2008, violano il diritto all’alloggio di rom e sinti in Italia”, denuncia il COHRE, secondo cui, la politica e le prassi consistenti nel relegare i rom “in ghetti” impediscono loro di soddisfare le condizioni giuridiche richieste per esercitare il diritto alle prestazioni di assistenza sociale e familiare.
“Il fatto di presentare i nomadi come una minaccia per la sicurezza nazionale ha contribuito alla propaganda razzista e xenofoba concernente l’emigrazione e l’immigrazione di rom e sinti, privando così questi ultimi della protezione e dell’assistenza in materia d’accesso ad un alloggio in caso di sfratto ed espulsione”. Il Governo italiano, attraverso la propria rappresentanza, si è difeso sottolineando le “tante risorse messe in campo e le numerose misure concrete adottate dalle autorità per garantire i diritti in linea con la Carta sociale europea”, trattato del Consiglio d’Europa che garantisce i diritti umani sul piano sociale ed economico. Alla fine dell’audizione, il Comitato europeo dei diritti sociali ha informato le parti che adotterà la propria decisione a fine settembre, al termine di una delibera a porte chiuse, che verrà trasmessa alle parti e al Comitato dei Ministri.


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