data: 6.9.2010   



home

chi siamo

indirizzi utili

attualità

     iniziative ed eventi

     news

     cartella stampa

media

link

contatti
home > attualità > news

la cittadinanza italiana a punti
By T.A._redazione colors
19/05/2010


L’immigrazione è crescita e sviluppo economico , ma è anche sfruttamento , è integrazione e solidarietà , ma anche razzismo e xenofobia.
Parlare di immigrazione tocca il fondo dell’ identità , e anche della nostra umanità e ci mette spesso a confrontarci con il problema della sicurezza e della paura , ma anche con la tolleranza e il rispetto. Diventa una cosa importante , quando si parla di uomini e donne in carne ed ossa , avere il coraggio di parlare con onestà intellettuale e non perché imboccati di ideologia .
E qui se dovessimo descrivere l’immigrazione in una sola delle sue facce , ci verrebbe in mente tutto .perfino il riconoscimento del diritto di cittadinanza ai cittadini stranieri , ma a volte anche questo obiettivo diventa secondario quando si parla del riconoscimento dei diritti di ciascuna persona , sia o no cittadina italiana : meglio la casa , le cure mediche , la scuola e un aiuto concreto unisce e favorisce all’integrazione . È necessario continuare a parlare di immigrazione , per centrare l’obiettivo e trovare finalmente soluzioni che siano concrete . ed è necessario soprattutto agire , ma come ?
La risposta arriva dal ministro sacconi il 7 maggio : “Sono pronte le linee guida del piano per l'integrazione. Stiamo solo facendo l'ultimo giro interministeriale” facendo riferimento alla La legge sulla sicurezza, in vigore dallo scorso agosto, che definisce l’integrazione come "quel processo finalizzato a promuovere la convivenza dei cittadini italiani e di quelli stranieri, nel rispetto dei valori sanciti dalla Costituzione italiana, con il reciproco impegno a partecipare alla vita economica, sociale e culturale della società.
La legge prevede che ogni immigrato accederà al nuovo pds firmerà un "accordo di integrazione" Dovrà conoscere la lingua italiana e la costituzione, essere iscritto al sistema sanitario nazionale, mandare eventuali figli a scuola e avere regolare contratto abitativo. Se alla fine dei due anni avrà ottemperato a tutte queste richieste otterrà i 30 punti necessari, altrimenti avrà un altro anno di tempo per conquistarli. Passati i 3 anni, secondo i ministri Maroni e Sacconi risulterebbe evidente che "l'immigrato non si vuole integrare" e quindi scatterebbe l'espulsione. Il sistema ovviamente prevede anche punti in meno per chi si rende colpevole di reati. ( una cosa che esiste gia nella legge bossi fini ).
Altro che accordo di integrazione , sembra un foglio di via profumato , Partiamo dal contratto di affitto. E' già difficile avere un contratto di locazione registrato per un italiano, figuriamoci per un immigrato .
E chi lavora tutto il giorno, magari svolgendo più di un lavoro per sostenersi? Come potrà andare a scuola ed imparare correttamente la lingua italiana e la Costituzione? , è gia difficile per un parlamentare italiano conoscere la costituzione italiana figuriamoci per un immigrato .
Prima di tutto questo servono studi fondamentali sull’immigrazione che mancano ancora in Italia , per poter copiare modelli come quelli che esistono in Germania dal 52° .
Un modello del genere a questi condizioni favorirà l’irregolarità non aiuterà mai all’integrazione .
Andrebbe bene come proposta “la cittadinanza italiana a punti” vediamo cosi quanti sanno l’italiano e quanti della costituzione ne capiscono ?!


link


stampa >


home | chi siamo | indirizzi utili | attualità | media | link | contatti