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191 Una vita per gli altri
By BENEDETTA V E R R I N I
27/03/2009
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Può esserci un’idea più sovversiva che portare la psicoanalisi fuori
dall’atmosfera ovattata di uno studio? Metterla a disposizione di
tutti, renderla fruibile attraverso tariffe «sociali» e intanto fare ricerca.
Praticamente una rivoluzione, in una società come la nostra, che ancora
ritiene il lettino dello psicoanalista un trastullo d’élite, costoso, lontano
dai problemi della gente. «Noi invece siamo davvero convinti
del contrario. E ci interessa quello che c’è sotto a quel lettino: la strada,
il quartiere, la città», spiega Massimo Recalcati, uno dei più noti psicoanalisti
lacaniani italiani. Il progetto nato da questa sua intuizione
si chiama Jonas Onlus, un centro di ricerca psicoanalitica per i nuovi
sintomi (anoressia, bulimia, attacchi di panico, depressioni, dipendenze,
disabilità: praticamente tutto l’arco del disagio della nostra
epoca), costituito nel 2003 e distribuito in 16 sedi in tutta Italia.
Con il solo lavoro dei suoi soci (100 professionisti tra psicoanalisti
ma anche psicologi, psichiatri, filosofi, psicoterapeuti), in
pochi anni di sviluppo, Jonas ha accolto e trattato i problemi di moltissime
persone, attraverso colloqui individuali o terapie di gruppo.
Dall’anno della sua fondazione a oggi, su scala nazionale, l’associazione
ha avuto circa 20mila contatti. Ma che cosa affligge chi si rivolge a Jonas?
«Le persone soffrono tanto più quanto si distanziano da ciò che
desiderano davvero», spiega il dottor Recalcati. «La psicoanalisi, che
si fonda sulla parola e sull’ascolto, approfondisce la storia di un soggetto
fino ad aiutarlo a essere più coerente con ciò che desidera».
Idati epidemiologici mostrano che la stragrande maggioranza dei
disturbi alimentari coinvolgono donne. Sul tema il dottor Recalcati
ha un’importante specializzazione: è stato per quasi dieci anni direttore
scientifico dell’Aba (Associazione per lo studio e la ricerca dell’anoressia
e della bulimia), ha all’attivo numerosi libri sull’argomento e
insegna Psicopatologia del comportamento alimentare presso l’Università
degli Studi di Pavia. Anche la depressione ha una grande componente
femminile, mentre altre problematiche sono più trasversali. «Perquesto fenomeno esistono ragioni individuali e sociali», spiega Recalcati.
«Nelle donne troviamo un universo interiore più profondo e complesso
di quello maschile, con molti elementi legati al rapporto con la
madre, la mancanza d’amore e l’accettazione della propria fertilità. Poi,
esistono pesantissime ragioni sociali: per esempio, l’imposizione di un
corpo magro come unico canone di bellezza».
Jonas si trova in prima linea anche nelle scuole, attraverso un progetto
realizzato in collaborazione con il ministero delle Politiche giovanili
per proporre agli studenti un diverso modo di percepire e valutare
la bellezza. Una grande sfida, quella di Recalcati, che guarda con
preoccupazione allo stato di precarietà della nostra società: «A quella
lavorativa, sociale, familiare s’innesta quella psichica. E il risultato
generale sono le dipendenze: non solo dalle droghe o dalle medicine,
ma anche dal cibo, dal personal computer, dal cellulare. La dipendenza
verso gli oggetti, così generosamente offerti dal mercato, ha preso il posto
della dipendenza d’amore. Oggi le relazioni con altri esseri umani,
che presentano un grado di incontrollabilità e di complessità che spaventa,
sono sostituite da quelle con oggetti e mondi inanimati o virtuali».
Scandagliare questo nuovo mondo è il secondo pilastro fondativo
di Jonas, che mette la ricerca e la pubblicazione di testi e materiali
scientifici a un livello parallelo rispetto al lavoro con il pubblico.
Il supporto alle famiglie, spesso schiacciate dalla sfida educativa,
si traduce nella collaborazione con gli insegnanti nelle scuole. E in una
nuova iniziativa, che ha aperto a Milano: il centro Giamburrasca,
uno spazio dedicato a bambini con problemi di iperattività. Si tratta
di uno spazio di ascolto e di gioco, gestito da un’équipe multidisciplinare,
per aiutare i genitori a trovare il percorso terapeutico-educativo
più adeguato per i loro bambini. Così Jonas vuole rispondere
a un richiamo, come il profeta Giona che visse nella balena e che riuscì
a uscirne: alzare lo sguardo sulla società, ascoltare i problemi della
gente e attivarsi per risolverli. Info: www.jonasonlus.it.

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