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Esami gratis dai privati se l’attesa è lunga
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06/03/2009


TRIESTE Esami privati gratis se le liste d’attesa si allungano eccessivamente. La proposta di legge che approda oggi nell’aula del Consiglio regionale prevede la possibilità per i pazienti che devono aspettare più di un certo tempo per un esame diagnostico non urgente - la commissione, su proposta di Roberto Asquini, ha votato il termine di 120 giorni - di recarsi presso una struttura privata accreditata o convenzionata a spese del sistema sanitario regionale.
La norma dovrebbe subire una correzione nel corso dei lavori d’a ula, lasciando alla giunta il compito di stabilire annualmente per quali prestazioni vale questo principio, nonché i giorni che devono passare affinchè l’esame dal privato sia a carico della Regione. Un’ ipotesi che non soddisfa Asquini, promotore della proposta di legge, poi di fatto inglobata in quella del Popolo della Libertà: «Se passasse questa linea non cambierebbe nulla, mi batterò perché non vegna modificato il testo uscito dalla commissione» afferma il capogruppo del gruppo misto.
La volontà del Pdl è comunque quella di apportare la modifica e affidare quindi all’esecutivo, attraverso il piano di gestione annuale, la possibilità di decidere dove intervenire, focalizzando l’azione su quelle prestazioni maggiormente critiche come la colonscopia, che a Trieste supera i 600 giorni di attesa per un esame (anche se va sottolineato che si tratta di prestazioni classificate come non prioritarie) così come un’ecografia cardiaca nella Bassa friulana. Il Partito democratico presenterà emendamenti quasi esclusivamente soppressivi.
«Si tratta di una legge non emendabile. Alcuni principi - afferma il consigliere del Pd Sergio Lupieri - possono anche essere condivisibili ma lo strumento legislativo è inadatto per risolvere il problema delle liste d’attesa. Esiste già una delibera approvata dalla precedente giunta per governare questa problematica». Ma all’i nterno del Pd ci sono diverse posizioni sull’atteggiamento da tenere in aula tanto che gli emendamenti soppressivi non sono stati firmati dalla parte diessina del partito.
Secondo Annamaria Menosso «è vero che la proposta di legge è inutile, se non dannosa, ma presentare soltanto emendamenti soppressivi mi pare limitativo. Considerato che, avendo abbandonato i lavori di commissione non abbiamo un relatore e quindi non possiamo presentare emendamenti durante il dibattito, sarebbe stato preferibile entrare nel merito e costringere la maggioranza ad uscire allo scoperto su alcune questioni».
Dalla maggioranza si ricorda che anche il disegno di legge dell’ex assessore Ezio Beltrame che, tra le altre cose, puntava a ridurre da sei a tre le Aziende Sanitarie, conteneva norme per l’a bbattimento delle liste d’attesa, applicando sanzioni per «i responsabili dell’interruzione dell’attività di prenotazione di prestazioni sanitarie ambulatoriali e di ricovero programmato» e limitando l’attività di libera professione intramuraria dei medici laddove vi fosse un rallentamento dell’attività istituzionale dei medici.
«Da parte nostra procediamo spediti – assicura il primo firmatario della proposta di legge, Massimo Blasoni – perché siamo convinti che si tratta di un provvedimento necessario che va ad intervenire su un tema molto sentito dai cittadini».





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